Digital-divisi, ora siete a posto
Ha detto il Ministero delle Comunicazioni che ha siglato un accordo con Infratel e Fastweb per «favorire lo sviluppo di infrastrutture a larga banda su tutto il territorio nazionale».
Di nuovo? Ma non doveva, Infratel, avere proprio questo obbiettivo? Mi pareva di averlo letto, nel 2004.
Affidare a Infratel una cosa del genere, a quattro anni di [...]
Ha detto il Ministero delle Comunicazioni che ha siglato un accordo con Infratel e Fastweb per «favorire lo sviluppo di infrastrutture a larga banda su tutto il territorio nazionale».
Di nuovo? Ma non doveva, Infratel, avere proprio questo obbiettivo? Mi pareva di averlo letto, nel 2004.
Affidare a Infratel una cosa del genere, a quattro anni di distanza, con (forse) un sito ancora in costruzione che non si sa bene se è loro o no, visto che Infratel Italia risulta dentro a Sviluppo Italia?

Ma non solo: su Google salta proprio fuori quel nome, a proposito di Infratel:

Aaaaah, ecco perché hanno firmato un accordo con sé stessi con Infratel: perché c’è proprio di mezzo Sviluppo Italia. Allora si che voi digital-divisi potete stare tranquilli: come funziona lo aveva spiegato su Report Milena Gabanelli. Basteranno i soldi stanziati perché Infratel faccia il sito? Macché, faranno questa fine:
Perciò, cari digital-divisi, tenevi stretti i vostri modem a 56 Kbps.
Ma ne sto scoprendo altre. A fronte di questa bella brochure, sempre pubblicata a cura di Sviluppo Italia, c’è questo post di Anti Digital Divide, del 2005. Già allora si promettevano 1800 Km di fibre ottiche: poi Fastweb ha preferito fermarsi alle centrali e sfruttare l’ADSL per recapitare il servizio alla clientela.
Ah, no, aspetta: è che nel 2006 Infratel Italia, che per mission deve occuparsi di “estendere le opportunità di accesso alla banda larga, in tutte le aree sottoutilizzate del Paese, attraverso la realizzazione e l’integrazione di infrastrutture di rete di telecomunicazioni a banda larga, volano e fattore essenziale per lo sviluppo socio-economico” ha avuto un attimino da fare all’estero:

C’era bisogno di riconoscere la sua capacità operativa? Allora fino al 2006 non è stata capace: perché gli è stato affidato questo obbiettivo?
Mumble, mumble: diciamo che non capisco. Forse sarà meglio rivolgersi a questa Infratel. Oppure a questa. Ma che siano tutte emanazioni di Sviluppo Italia? Ma che fa, Sviluppo Italia, attrae gli investitori o fa l’incubatore di imprese? Non sarebbe meglio chiuderla, specialmente dopo aver visto come tutti i suoi personaggi si sono sottratti rapidamente ai tentativi di intervista fatti da Report? Mah!
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(Hardlink)

che ne pensate di questo video http://www.youtube.com/watch?v=24Sl7jLy9Bc
Commento di marco | 30 09 2008
Sapevo, molto interessante, anche se uno come me, che vive a Roma, non saprebbe cosa farsene. Per chi vive a Roma, c’è un’altra soluzione ed è quella di Unidata:
http://www.unidata.it/prodotti/uniwireless
Ho un amico che la impiega ed è soddisfattissimo, tenuto conto che nella sua zona (5/6 Km fuori del raccordo anulare!) non c’è stato verso di ottenere connettività da nessun ISP “a filo”.
Commento di Marco Valerio Principato | 30 09 2008